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La Svezia entra nella fase critica del coronavirus: introdotti i test sulle acque reflue

Sweden Enters Coronavirus Critical Phase: Wastewater Testing Introduced

Le acque reflue come punto focale per comprendere la pandemia di coronavirus

Mentre la Svezia entra nella sua fase critica del Coronavirus, le acque reflue diventano un punto focale per comprendere SARS-CoV-2.

Il capo epidemiologo del paese Anders Tegnell ha avvertito il pubblico svedese che una nuova fase intensiva dell'epidemia di Coronavirus è in arrivo. Testare le acque reflue della Svezia per la presenza di SARS-CoV-2 ora gioca un ruolo importante nello sforzo di comprendere meglio la diffusione del virus tra la popolazione generale.

Le acque reflue possono rivelare ciò che i test non possono, cioè la reale scala del virus e quante persone potrebbe aver effettivamente colpito.

Questo tipo di test potrebbe anche servire come segnale precoce futuro di una seconda ondata di coronavirus, secondo gli scienziati svedesi.

 

L'epidemiologo statale svedese Anders Tegnell
L'epidemiologo statale svedese Anders Tegnell

 

Il nuovo coronavirus impiega solo 3 giorni per comparire nelle feci umane. Ciò rappresenta una grande scoperta scientifica perché, nella comprensione della malattia, significa che il virus può essere rilevato molto prima; soprattutto se le persone attendono la comparsa dei sintomi di COVID-19, che possono impiegare fino a due settimane.

Monitorare le acque reflue potrebbe dare alle autorità un vantaggio tanto necessario, permettendo loro di adottare misure in tempo ed evitare un'epidemia più ampia.

Sebbene questo tipo di allerta precoce non possa individuare la persona esatta che ha il coronavirus nel proprio organismo, può avvisare le autorità dell'arrivo del virus in una determinata comunità e consentire il lockdown immediato di queste aree colpite.

 

Ventilatori medici per trattamento invasivo/non invasivo 

L'epidemia di coronavirus pone un pericolo senza precedenti per la sicurezza ambientale

Con l'ingresso del paese in una fase intensiva, il governo svedese prevede di introdurre agevolazioni fiscali per le piccole imprese e riportare a casa gli svedesi bloccati.

Testare le acque reflue per il coronavirus non è un'invenzione svedese. In effetti, molti gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno iniziato a testare le acque reflue per SARS-CoV-2 nel tentativo di stimare in modo affidabile il numero complessivo di persone infette in una determinata comunità, dato che molte persone lì non verrebbero testate.

Finora, i gruppi di ricerca hanno trovato tale tracciante nelle acque reflue negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi.

 

Fiume e edifici svedesi.

 

Nonostante le chiusure diffuse

Un altro grande ostacolo per svolgere tale ricerca è il numero limitato di reagenti per condurre tali test nonché la chiusura globale di laboratori e università che potrebbero affrontare un compito così ambizioso. I gruppi di ricerca stanno già sperimentando carenze a causa della pressione economica mentre i governi sono in corsa per mettere a punto un vaccino funzionante per porre fine a tutto.

Cetecioglu Gurol, professore associato presso la Divisione di Resource Recovery, il cui lavoro di ricerca si concentra sul recupero di risorse biochimiche dalle acque reflue, avverte che recuperare il coronavirus dalle fognature è molto più difficile del previsto poiché le acque reflue sono molto più complicate rispetto ai liquidi contaminati normali, aggiungendo che "ci sono molte cose al loro interno oltre al virus."

Nel frattempo nei Paesi Bassi

Le autorità olandesi puntano a raggiungere la stessa stima dei loro omologhi svedesi, con l'intenzione di testare le acque reflue di più di un milione di persone.

Una sorveglianza delle acque reflue su larga scala potrebbe tenere conto delle persone che non sono state testate, afferma il microbiologo Gertjan Medema — capo microbiologo dell'Istituto di ricerca sull'acqua KWR a Nieuwegein, Paesi Bassi.

Test del vaccino contro il coronavirus.

Rilevare il materiale genetico di SARS-CoV-2 non è facile come potrebbe sembrare

L'obiettivo del "tuffarsi" a capofitto nelle acque reflue è prevenire che l'infezione da coronavirus si diffonda di nuovo in modo occulto causando una nuova massiccia epidemia nella popolazione.

L'intero processo si basa sull'estrapolazione accurata dell'RNA per stimare il numero di persone infette — che rimarrebbero sotto il radar — determinando la scala dell'infezione a partire da campioni di acqua sporca.

La principale sfida nel farlo è assicurarsi che i campioni ottenuti tramite test di massa siano realmente indicativi di ciò che viene escreto dalla popolazione e non solo un'istantanea fuorviante.

La sorveglianza delle acque reflue deve dunque essere condotta correttamente e deve essere fattibile nel lungo periodo.

Tubi delle acque reflue che scorrono via.

Le acque reflue come nuovo segnale di allerta precoce per COVID-19

Il testing delle acque reflue potrebbe diventare il nuovo segnale di allerta precoce di una seconda ondata, afferma Ana Maria de Roda Husman, ricercatrice in malattie infettive presso l'Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l'ambiente.

Prima dell'epidemia di coronavirus, l'Istituto monitorava le acque reflue per la presenza di norovirus, poliovirus, morbillo e batteri resistenti agli antibiotici.

Uno sforzo coordinato tra Svezia e Cina

Il team cinese responsabile della task force sul coronavirus a Pechino considera la futura cooperazione tra Cina e Svezia una relazione reciprocamente vantaggiosa

Nel 2019, la IVL cinese ha avviato il suo progetto per trattare i residui farmaceutici nelle acque reflue in un impianto di trattamento delle acque in Svezia.

Questo tipo di cooperazione sarebbe di estrema importanza nello sforzo complessivo per gestire la pandemia di coronavirus in entrambi i Paesi.

 

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